Anora- L’atipica Cenerentola che ha conquistato gli Oscar

Anora recensione

Anora recensione

  • TITOLO: Anora
  • GENERE: Commedia, Drammatico
  • ANNO: 2024
  • REGIA: Sean Baker
  • ATTORI: Mikey Madison, Yuriy Borisov, Mark Eydelshteyn, Daria Ekamasova, Vache Tovmasyan
  • DURATA: 139 Min

Trionfando agli Oscar con ben sei statuette, tra cui Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attrice Protagonista, Miglior Attore Non Protagonista, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Montaggio, “Anora” si afferma come la vera rivelazione dell’anno. Diretto dall’acclamato regista indipendente Sean Baker, il film ha dominato la stagione dei premi con un impressionante bottino di riconoscimenti.

A prima vista, la trama potrebbe richiamare “Pretty Woman”, ma Baker sovverte le aspettative, costruendo un’opera stratificata che indaga con lucidità le dinamiche di classe, potere e ricchezza nella società contemporanea. La protagonista, Anora, è una giovane sex worker dal temperamento vivace che, durante una delle sue serate di lavoro, incontra Vanja, il figlio di un potente oligarca russo. Affascinato dalla ragazza, il giovane la convince a lasciare il locale in cambio di un viaggio a Las Vegas e una rendita settimanale di 10.000 dollari. Quella che sembra una favola moderna prende una piega inaspettata quando i due decidono di sposarsi, innescando una serie di eventi imprevedibili.

La struttura narrativa del film è abilmente divisa in due atti distinti. La prima metà segue l’evoluzione rapida della relazione tra Anora e Vanja, dal loro incontro nel night club fino al matrimonio lampo a Las Vegas. Tuttavia, proprio quando tutto sembra scorrere secondo i canoni della commedia romantica, Baker cambia registro: il film si trasforma in un frenetico gangster movie dai toni pop, con sequenze che evocano il grottesco di “Arancia Meccanica” e un mix di tensione e comicità surreale.

Anora recensione

Il dramma raggiunge il suo apice con l’arrivo dei genitori di Vanja, catalizzatori di una cruda presa di coscienza. Qui i personaggi rivelano la loro vera essenza: Anora emerge come una donna di straordinaria intelligenza emotiva e resilienza, mentre Vanja si rivela un ragazzo fragile, prigioniero di un vuoto esistenziale. Il film abbandona così le illusioni romantiche per affrontare temi universali come la perdita, la disillusione e la necessità di accettare la realtà per quella che è.

“Anora” è un viaggio intenso attraverso due mondi apparentemente distanti, ma in realtà speculari nelle loro devastanti solitudini. La protagonista incarna la lotta per la libertà e il desiderio di affermazione, diventando il simbolo di un’America che ancora crede nel cambiamento. Il film esplora con profondità l’incontro tra due anime smarrite, suggerendo che, in fondo, non tutti possono reinventarsi: la realtà non sempre concede redenzione.

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Dal punto di vista stilistico, Baker opta per un’estetica realistica, con una regia essenziale che utilizza riprese dal sapore amatoriale e camera a mano per catturare la fragilità dei personaggi. Nessun virtuosismo registico, solo una cruda immersione nella vita vera.

Infine, il cuore pulsante del film è Mikey Madison, che con la sua interpretazione intensa e sfaccettata dà vita a una protagonista memorabile. “Anora” è un film potente e amaro, che intrattiene senza rinunciare a una profonda riflessione sull’animo umano e sulle barriere invisibili che ancora determinano i destini individuali. Una storia che si lascia guardare fino all’ultima scena, lasciando nello spettatore un retrogusto dolceamaro e una verità difficile da ignorare: non sempre le fiabe hanno un lieto fine.

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